Diritti umani in Cina e Internet


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del segretario nazionale Ignazio Juan Patrone

La vicenda, riportata nei giorni scorsi dalla stampa, relativa alla denuncia alle autorità cinesi, da parte dei gestori del portale Yahoo, di un giornalista di quel Paese, reo di aver trasmesso via e-mail una circolare governativa ad un collega statunitense, suscita sconcerto e indignazione.

I diritti fondamentali non possono essere tali a San Francisco o a Roma ed essere calpestati in Cina, Paese il cui sistema penale si è rivelato, anche in questo caso, brutale e incivile. La libertà di trasmettere, anche per mezzo della posta elettronica, idee e documenti, deve essere garantita qualunque sia il Paese ove la corrispondenza è diretta ovvero da dove essa parte. La libertà di stampa è un bene di tutti e la condanna di un giornalista (a dieci anni di carcere !) per la divulgazione di notizie all'estero suscita orrore.

Yahoo è responsabile esattamente come le autorità ed i giudici della Repuublica popolare cinese per questo ennesimo insulto al diritto.

Magistratura democratica inizierà quindi immediatamente le operazioni necessarie per lasciare Yahoo-groups e per passare la sua mailing list emmedi sul proprio sito www.magistraturademocratica.it

Non si tratta di una questione "tecnica", ma di una decisione politica.

20 09 2005
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