Il 14 luglio diremo forte e chiaro il nostro NO ed il nostro SI'


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del segretario nazionale Ignazio Juan Patrone

Care colleghe e cari colleghi, questa volta tocca a me invitarvi a compiere con convinzione un gesto serio e grave come lo sciopero, il quarto in tre anni ! Ma dobbiamo farlo perchè la partita non è persa, perchè sappiamo di aver ragione.
Sappiamo anche che si tratta di un gesto che può essere frainteso e che può risultare impopolare.
Eppure lo faremo perchè mentre il Governo e la maggioranza insistono, senza averci dato una possibilità che è una di vero confronto sui problemi reali, a volerci umiliare, stiamo assistendo nelle nostre aule al massacro della giustizia.
Un ministro che passerà alla storia dell'inefficienza amministrativa, privo di idee prima che di fondi, ha abbandonato ogni progetto di innovazione ed ha gettato gli uffici giudiziari nel disservizio cronico.
Siamo senza personale, senza aule decenti, senza carta, senza PC, mentre la politica sulla giustizia ha speso tutte le sue energie per leggi vergogna (ultimo, per ora, l'indecente emendamento Bobbio) e nella rincorsa di presunte emergenze, evitando di affrontare i veri nodi della crisi, primo fra tutti il riordino di processi oggi ingestibili. E già si profila la rapida approvazione del progetto dei progetti, la riforma della Costituzione, e di quella legge già detta Cirielli, che ha fatto vergognare lo stesso proponente e che promette l'impunità ai potenti ed il carcere sena uscita ai poveracci che popolano le nostre aule.
Non un giorno di meno dureranno i processi dopo la riforma-contro; quello che si cerca è un giudice separato, impaurito ed isolato, insensibile ai problemi della società e attento a non urtare il potere che conta. I pi giovani fra noi saranno, ovviamente, anche i più esposti alle minacce dell'azione disciplinare ed alle lusinghe dell'obbedire e tacere di una carriera burocratizzata.
Noi il 14 luglio diremo forte e chiaro il nostro NO ed il nostro SI'.
No ad una riforma-contro la magistratura, sì ad una seria politica della giustizia, che passi attraverso l'analisi dei problemi, il confronto con le categorie interessate e con i cittadini.
Magistratura democratica, e Voi che ne siete la struttura e la forza, farà, come sempre, il suo dovere. Il 14 luglio sciopereremo convinti che la battaglia per la giustizia e la Costituzione non è persa, che questo nostro gesto tanto difficile potrà farci vincere.
Vi chiedo di promuovere in tutte le sedi ogni possibile occasione di confronto con la società civile e le categorie interessate alla giustizia, anzitutto avvocati e personale.
Vi chiedo di usare tutte le mailing list cui siete iscritti, tutti i siti cui avete accesso per diffondere i nostri documenti e le nostre ragioni.
Non ci lasceremo ridurre alla solitudine ed alla paura, perchè nel nostro DNA c'è un'irriducibile cultura dell'indipendenza che nessuna minaccia, nessun insulto alla ragione ed alla Costituzione riusciranno a far venir meno.

07 07 2005
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