Notiziario n.9 - maggio-giugno 2007


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a cura di Elisabetta Cesqui Ezia Maccora Livio Pepino Fiorella Pilato 

Plenum 30,31 maggio 6,7,13,27 e 28 giugno 2007

e lavori di commissione

 

          A) Dal Plenum :

 

  1. Il plenum presieduto dal Capo dello Stato;
  2. Il parere sul disegno di legge Mastella;
  3. Conferimenti di incarichi direttivi e semidirettivi;
  4. Le nomine a maggioranza: Procura Minorenni Milano, Procura S.Angelo dei Lombardi, Procura Livorno e Procuratore aggiunto Roma;
  5. La competenza sui reclami per i detenuti sottoposti al regime del 41 bis;
  6. Il parere sull'aumento di organico della magistratura.

         B) Dalle commissioni:

  • 1. Proposta di nomina per incarichi semidirettivi e direttivi;
  • 2. Aggiornamento delle attività della V Commissione.

Plenum

1. Il plenum presieduto dal Capo dello Stato.

 

La seduta plenaria del 6 giugno è stata presieduta dal Presidente della Repubblica e si è aperta con la relazione tecnica sulla attività svolta dal C.S.M. dal 1 settembre 2006 al 31 maggio 2007 predisposta ed illustrata dal Vice presidente Mancino, che ripercorre l'attività svolta dalle singole commissione e confluita nelle deliberazioni plenarie, relazione che è stata  integralmente pubblicata sul sito del C.S.M. unitamente all'intervento svolto dal Capo dello Stato.

Molti i passaggi importanti contenuti in quest'ultimo intervento. Nel rimandare alla lettura integrale dell'intervento se ne evidenziano alcuni. 

Il Capo dello Stato nell'apprezzare il clima di leale collaborazione instaurato fin dall'inizio della nuova attività tra C.S.M. e Ministro della Giustizia, ha ascoltato con attenzione il richiamo del Presidente Mancino al problema delle risorse e dei mezzi da destinare alla giustizia, facendosi carico della necessità di trovare tempestivamente un'occasione per sollecitare interventi ai responsabili di governo al fine di soddisfare queste scottanti esigenze. Nel contempo ha colto l'occasione per richiamare l'attenzione del Parlamento e del Governo sul rispetto dei tempi che per la riforma dell'ordinamento giudiziario sono legati all'imminente scadenza di luglio: "devono essere superate le difficoltà e le incertezze per evitare che ci si trovi all'ultimo momento nella condizione di sentire richiedere il ricorso a provvedimenti di urgenza che potrebbero risultare privi dei necessari presupposti costituzionali".

E' stato manifestato apprezzamento per le molteplici e intense attività del Consiglio, in particolare per l'organizzazione della terza Conferenza Europea dei Giudici, per il Convegno sul diritto alle pari opportunità, e per il Corso di formazione sulla sicurezza del lavoro.

Una ampia riflessione in tema di scelte incarichi direttivi e semidirettivi (di cui si dà conto al punto 2.4) e di  formazione dei dirigenti, con un particolare apprezzamento  per la delibera del 9 novembre 2006, in cui il Consiglio si è espresso sul tema dei poteri organizzativi dei capi degli uffici in materia di tempistica dei procedimenti penali.

Proseguendo su tale linea è stata condivisa la valutazione positiva  per quei progetti organizzativi che indicano i criteri da adottare nella trattazione degli affari, al fine di dare precedenza ai reati gravi o a quelli in cui vi è la sollecitazione delle parti offese. Nel contempo è stato espresso un auspicio ricordando al Consiglio che deve farsi promotore di una più incisiva diffusione di una comune cultura organizzativa cui potrebbe "pervenirsi attraverso l'attivazione di incontri tra i capi degli uffici per lo scambio informativo che valga anche ad assicurare omogeneità dei criteri sul territorio nazionale"

Sono seguiti gli interventi dei consiglieri, concordati in uno per gruppo. Il nostro è stato svolto da Livio Pepino ed il contenuto è stato già trasmesso in lista.

2. Il parere sul disegno di legge Mastella.

 

Il 31 maggio è stato approvato il parere sul disegno di legge Mastella in materia di ordinamento giudiziario, già pubblicato sul sito di Md.

Possiamo essere più che soddisfatti del risultato.

Il tentativo di trovare un ragionevole punto di equilibrio che consentisse di esprimere un giudizio complessivamente favorevole, di segnare i punti, anche significativi, di dissenso e di raggiungere un consenso ampio all'interno del consiglio, ha avuto (crediamo) successo. 

Il parere, preceduto da una premessa ed articolato in capitoli, è stato votato per parti separate, per poi procedere alla votazione complessiva del documento. Nella votazione finale si sono registrati 22 voti favorevoli e 3 contrari (gli esponenti laici di centro destra). Nel voto per parti separate il voto contrario dei laici di centro destra si è trasformato in molti casi in astensione ed altri in voto favorevole.  Sulla distinzione delle funzioni giudicanti e requirenti (la parte quarta) al voto contrario dei laici di centrodestra si è aggiunto quello di Celestina Tinelli, mentre Mauro Volpi e Vincenzo Siniscalchi si sono astenuti, ma sapevamo da sempre che quello è un tema sul quale gli schieramenti sono tagliati trasversalmente e che la concorde posizione della magistratura trova molte ostilità anche nell'area del centro sinistra. Tale valutazione non ha poi però impedito un'adesione convinta di tutti i laici di centro sinistra al testo nel suo complesso.

La lettura del parere  richiede un po' di pazienza e non è facile farne una sintesi,  ci riserviamo, nei prossimi giorni, di commentare più in dettaglio le parti delle quali ciascuno si è occupato più. Passando in rapidissima rassegna solo alcuni dei temi trattati, può dirsi che sull'accesso in magistratura si è segnalata l'esigenza di evitare una dequalificazione e demotivazione degli aspiranti magistrati, mentre sulle valutazioni di professionalità il giudizio risultante dal parere è complessivamente positivo e ci siamo sforzati di contenere il tentativo di introdurre perplessità e proposte che mal celavano un'inespressa (e a parole negata) ostilità, a costo di accettare un testo che sconta qualche involuzione.

Sulla scuola  sono state enunciate le irrinunciabili riserve sull'ingiustificata marginalità della posizione del consiglio, sull'eccessiva dipendenza dal ministero, sull'irragionevole distribuzione territoriale.

Sul passaggio delle funzioni è stata ribadita, scontando le prevedibili opinioni contrarie, l'irragionevolezza di una così rigida e ampia incompatibilità territoriale, che non tiene in alcun conto le funzioni esercitate in concreto. Sui consigli giudiziari, ferme restando alcune riserve per la perdurante mancanza di un'adeguata disciplina elettorale, ci si è espressi favorevolmente  per l'avvenuta eliminazione di molti degli aspetti problematici del d.lgs. 25/06 e per la previsione di una sezione competente per  i giudici di pace, ed abbiamo suggerito anche  un ulteriore passo avanti nell'allargamento delle competenze dei consigli giudiziari in materia tabellare.

 

3. Conferimenti di incarichi direttivi e semidirettivi.

 

Sono stati conferiti all'unanimità i seguenti incarichi direttivi e semidirettivi:

 

- Procuratore della Repubblica di Ivrea alla dott.ssa Elena Daloisio, giudice del Tribunale di Genova;

- Presidente di sezione del Tribunale di Firenze al dott. Bruno Rados, consigliere della Corte d'Appello di Firenze;

- Presidente di sezione del Tribunale di Torino al dott. Quinto Bosio, giudice presso lo stesso Tribunale;

- Procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Napoli, Procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Nola.

Per due posti di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Venezia sono stati nominati i dott.ri Vittorio Rossi e Vincenzo Perillo, rispettivamente consigliere della Corte d'Appello di Venezia e Presidente di sezione del Tribunale di Vicenza; su queste nomine si sono astenuti i consiglieri Anedda, Bergamo e Saponara.

 

4. Le nomine a maggioranza: Procura Minorenni Milano, Procura S.Angelo dei Lombardi, Procura Livorno e Procuratore aggiunto Roma.

4.1 La pratica per il conferimento dell'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica   presso il Tribunale per i Minorenni di Milano deliberata dal plenum in data 13.6.2007 ha visto  due proposte: quella di maggioranza indicava la dott.ssa Monica Frediani, quella di minoranza  la dott. Maria Teresa Rotondaro.

E' prevalsa con 15 voti la proposta di maggioranza (Unicost, M.I., i laici di centro destra, il procuratore generale Delli Priscoli, Fresa e Petralia) a fronte dei 7 voti espressi nei confronti della proposta di minoranza  (M.D., Riviezzo, i laici di centro sinistra presenti Siniscalchi e Tinelli, il vicepresidente Mancino, mentre erano assenti Vacca e Volpi; astenuto  Pepino.

Occorre premettere che entrambe le proposte riguardavano colleghe con positivi profili professionali.

La valutazione, confluita in due diverse proposte, si è concretizzata sulla diversa valenza attitudinale attribuita ai curricula delle candidate, che peraltro hanno entrambe dimostrato,   in sede di audizione,  di avere passione per la funzione e di possedere una significativa  razionalità organizzativa.

Ed infatti mentre la collega Frediani ha svolto per sette anni (fino al 1998) negli ultimi quindici funzioni di sostituto presso la Procura della Repubblica per i minorenni di Milano -mentre attualmente presta servizio nella sezione famiglia del Tribunale di Milano- la collega Rotondaro Aveta, che è la più anziana in ruolo tra gli aspiranti in valutazione, svolge dal 1998  le funzioni minorili (sia civili che penali) presso il Tribunale per i minorenni di Napoli.

Proprio l'essere la più anziana nel ruolo tra i candidati in valutazione - a norma di circolare-   avrebbe dovuto determinare la sua prevalenza, a fronte di un giudizio egualmente positivo dei  rispettivi profili professionali. Ed infatti rispetto all'esercizio della funzione requirente svolto dalla dott.ssa Frediani (che per quanto apprezzabile sotto il profilo attitudinale, ha un rilievo meno significativo nell'ambito della specificità minorile rispetto alla funzione requirente ordinaria) la dott.ssa Rotondaro Aveta vanta lo svolgimento attuale delle funzioni specifiche ed una intensa attività di studio e scientifica con riguardo alle tematiche minorile.  

Per questo motivo abbiamo ritenuto, pur apprezzando il profilo professionale della dott.ssa Frediani, di esprimere il nostro voto nei confronti della dott.ssa Rotondaro Aveta. In questo contesto Pepino, con il voto di astensione,  ha voluto segnalare la difficoltà di comprendere,  da componente esterno ai lavori della V commissione,  la valenza che si  ritiene di attribuire alla conoscenza specifica della sede territoriale che si vuole ricoprire. Ed infatti nel dibattito plenario è stato attribuito, da parte di coloro che hanno espresso il loro voto nei confronti della dott.ssa Frediani, un forte peso alla conoscenza che la candidata ha della sede milanese ove ha svolto le funzioni di sostituto. Circostanza  che certamente può  essere apprezzata, ma che non sempre costituisce una linea guida dei lavori della commissione se, come hanno  ricordato Maccora e Pepino nei loro interventi, nelle more tra la delibera di commissione e quella di plenum, per il conferimento dell'ufficio direttivo di Presidente del Tribunale per i minorenni di Torino, solo MD ha avanzato in commissione una proposta nei confronti di Cesare Castellani che attualmente, e da oltre un anno, svolge positivamente le funzioni direttive di fatto in quell'ufficio. 

 

4.2  Procura della Repubblica presso il Tribunale di S.Angelo dei Lombardi

Per il conferimento di quest'ufficio direttivo il plenum in data 13.6.2007 ha deliberato la nomina del dott. Antonio Rosario Luigi Guerriero, con 16 voti favorevoli (Unicost, i consiglieri di M.I. Ferri e Romano, i laici di centro destra, il procuratore generale Delli Priscoli ed il Vicepresidente Mancino, i laici di centro sinistra Siniscalchi e Tinelli). E' stata così superata la proposta (di maggioranza in  commissione) nei confronti del dott. Erminio Rinaldi che ha registrato unicamente i voti di M.D., dei consiglieri  Fresa e Petralia e Patrono (6); astenuto Riviezzo, assenti i laici Vacca e Volpi.

La commissione aveva ritenuto a maggioranza (si erano espressi in tal senso i consiglieri togati Maccora,, Patrono e Petralia, mentre si era astenuto il consigliere Berruti) che il dott. Rinaldi, più anziano in ruolo del dott. Guerriero, avesse tutti i requisiti attitudinali e di merito per ricoprire l'incarico (lunga esperienza requirente anche come componente della DDA, conoscenza del territorio, conoscenze ordinamentali essendo stato componente del CG, conoscenze  del settore informatico, avendo svolto il ruolo responsabile del coordinamento del settore informatico, esperienza direttiva positiva di fatto negli anni 98-99 alla direzione della Procura della Repubblica di Potenza). Giudizio peraltro pienamente confermato anche nel corso della audizione ove era riuscito ad individuare gli snodi organizzativi e funzionali per assicurare il buon andamento dell'ufficio direttivo a cui aspirava.

 

4.3 Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Roma

E' stato deliberato nel plenum del 14 giugno 2007 il conferimento di un posto di Procuratore Aggiunto del Tribunale di Roma, posto che risultava vacante da oltre due anni, essendo stato pubblicato con il  bando del 22 luglio 2005.

é stato proposto a maggioranza il dott. Filippo Laviani, attualmente sostituto presso la Procura della Repubblica di Roma con 16 voti (Unicost, MD, Petralia, i consiglieri laici Anedda, Saponara, Siniscalchi, Tinelli, il procuratore generale Delli Priscoli), a fronte della proposta di minoranza avanzata nei confronti del dott. Franco Ionta che ha visto il voto dei colleghi di MI e del consigliere laico Bergamo; astenuti il vicepresidente Mancino e i consiglieri Fresa e Riviezzo.

Si è trattato di valutare il primo dei quattri  posti attualmente vacanti di procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Roma (gli altri tre posti sono stati già  valutati e deliberati dalla commissione nella seduta pomeridiana del 14 giugno). Fin  dalla prima delibera della commissione, trattandosi per lo più di aspiranti la cui domanda era  presente in entrambi i bandi del luglio 2005 e del novembre 2007, si è effettuata una valutazione comparativa complessiva, che  attraverso una precisa differenziazione nella  attribuzione del punteggio  a tutti gli  aspiranti, ha consentito di evidenziare, già in questa prima deliberazione  e fatta salva la valutazione di coloro che hanno presentato domanda solo nel bando del 2007,  un quadro di figure professionali più idonee per attitudine, merito ed anzianità a ricoprire la funzione semidirettiva dell'ufficio di procura più grande del paese. Si è quindi individuata e descritta una squadra composta da plurimi profili professionali, tra loro diversi e complementari,   avuto riguardo alle esigenze funzionali da soddisfare ed eventualmente a particolari profili ambientali da soddisfare. Ecco perché all'interno di un quadro complesso di figure professionali tutte di elevato spessore, la proposta di maggioranza ha accordato eguale punteggio a  più  profili professionali ed ha proposto nell'ambito di questa rosa  (in cui  è ricompreso anche il dott. Ionta) il dott. Laviani solo perché, come richiede la circolare, è il più anziano nel ruolo.

4.4 Procuratore della Repubblica del Tribunale di Livorno

La pratica per il conferimento dell'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica   Tribunale Livorno deliberata dal plenum in data 27.6.2007 ha visto due proposte, una che indicava il dott. Paolo De Felice e l'altra il dott. Francesco De Leo.

E' prevalsa con 13 voti la proposta nei confronti del dott. De Leo (MD, Movimenti, il vicepresidente Mancino, il procuratore generale Delli Priscoli, i laici di centrosinistra) a fronte dei 12 voti espressi per la proposta nei confronti del dott. De Felice (Unicost, M.I. ed i laici del centro destra ).

Si è trattato di una delibera particolarmente delicata, caratterizzata da un giudizio attitudinale specifico che  ha scardinato positivamente anche il requisito della nomina per anzianità, e  che è prevalso a fronte di un ragguardevole  giudizio di merito vantato pure dal candidato in fascia proposto.

A fronte infatti della proposta nei confronti del dott. De Felice (quale candidato in fascia) la commissione (nelle persone dei consiglieri Maccora, Petraia e Siniscalchi) ha ritenuto di proporre un candidato fuori fascia il cui profilo emergeva e si lasciava indiscutibilmente apprezzare perchè caratterizzato da prerogative attitudinali e di merito di "spiccato rilievo", come prevede la circolare. Tutti i giudizi contenuti nel fascicolo personale del dott. De Leo e riscontrati da elementi oggettivi evidenziano una professionalità che eccelle sotto una pluralità di elementi, e ciò ha consentito, con serenità di giudizio, di ritenerlo in possesso di un'idoneità spiccata a ricoprire l'incarico di Procuratore della Repubblica di Livorno.

All'inizio della sua vita professionale il dott. De Leo ha svolto le funzioni giudicanti, successivamente il suo profilo professionale si è caratterizzato verso una spiccata  specializzazione requirente, maturando un'esperienza in molteplici settori che spaziano dalla criminalità organizzata ai reati contro la P.A.. Ha svolto funzioni requirenti di primo e secondo grado e da oltre 10 anni svolge la sua attività presso la DNA., dove in particolare ha curato, tra gli altri apprezzabili compiti svolti su grande parte del territorio del paese, la riorganizzazione del servizio nazionale delle intercettazioni trasmessa con dettagliata proposta ai competenti ministeri. Vanta significative esperienze in campo internazionale ed un'apprezzabile attività di studio e scientifica. 

Il dott. De Leo, valutato comparativamente rispetto agli altri curricula degli aspiranti in esame, si staglia quindi per un profilo di "spiccato rilievo" e non può che essere considerato l'aspirante più idoneo a ricoprire l'incarico di Procuratore della Repubblica di Livorno, in particolare rispetto al candidato dell'altra proposta sottoposta all'esame del plenum, dato che il dott. De Felice (il cui curriculum professionale vede una forte caratterizzazione nella magistratura di sorveglianza, ove è rimasto per oltre 20 anni, e dal 2000 alla Procura Generale di Firenze) non può vantare alcuna pur minima esperienza in uffici di Procura di primo grado e conseguentemente non è in grado di lasciarsi apprezzare per pregresse esperienze d'indagine e di direzione e coordinamento della P.G..

Non è al riguardo sufficiente sottolineare l'esperienza direttiva di fatto svolta dal dott. De Felice nell'ambito della funzione di magistrato di sorveglianza, dato che le capacità organizzative dimostrate nelle esperienze professionali non possono essere considerate in termini assoluti, ma devono sempre essere rapportate alle capacità organizzative necessarie a  far fronte alle specificità dell'ufficio che si vuole ricoprire. L'assenza di esperienza inquirente, nel caso specifico, ha avuto un peso determinante. Il plenum ha deliberato la nomina del dott. De Leo, attraverso un voto preceduto da interventi e dichiarazioni che hanno precisato come il "superamento della fascia" fosse un passaggio obbligato proprio per pervenire ad una scelta adeguata alle esigenze di servizio che una procura richiede .

Questa delibera si pone sulla stessa linea guida che ha caratterizzato precedenti nomine deliberate all'unanimità  (come quella di procuratore aggiunto di Milano), dove l'assenza di esperienze inquirenti di primo grado ha portato a privilegiare, nella valutazione comparativa,  chi poteva spendere in modo positivo anche queste esperienze, tanto da prevalere nei riguardi di altri eccellenti profili professionali che avevano scelto diversi percorsi professionali. Così come il profilo attitudinale specifico di chi si occupa dell'esecuzione penale è stato determinante per la nomina di uffici direttivi specifici (ad es., nel caso del Tribunale di sorveglianza di Milano è stato nominato all'unanimità un sostituto procuratore generale con un profilo attitudinale caratterizzato da una forte conoscenza del settore della esecuzione penale). 

5. La competenza sui reclami per i detenuti sottoposti al regime del 41 bis.

Il 27 giugno è stata approvata una delibera che, facendo seguito ad una segnalazione proveniente dal magistrato di sorveglianza di Udine, affronta più in generale i criteri di determinazione della competenza territoriale a giudicare sui reclami dei detenuti contro i provvedimenti dell'amministrazione penitenziaria applicativi o confermativi del regime detentivo speciale, affidati a norma dell'arti 41 bis, comma 2 quinquies, dell'ordinamento penitenziario al tribunale di sorveglianza che ha giurisdizione sull'istituto al quale il detenuto o l'internato è assegnato.

Tale previsione normativa, infatti, può comportare la possibilità che l'amministrazione che applica le misure scelga il giudice competente a decidere sulle controversie ad esse attinenti con il semplice trasferimento del detenuto da un istituto ad un altro, senza considerare gli altri gravi inconvenienti di ridotta credibilità del giudice e della sua imparzialità ed anche della sua sovraesposizione.

La ratio della norma, che ancora normalmente la competenza di queste decisioni al giudice che sia più vicino all'istituto di detenzione effettiva perchè maggiormente a conoscenza dei pregressi o meno del detenuto nel corso del suo programma di trattamento penitenziario, non è riscontrabile nel caso di specie in quanto i criteri di valutazione posti a fondamento sia dell'applicazione iniziale che della proroga delle misure di cui all'art.41 bis non hanno una diretta attinenza con lo stato del trattamento penitenziario e riguardano per lo più  la sussistenza o la permanenza dei legami del detenuto con il mondo criminale esterno.

La delibera conclude, quindi, nel senso che l'attuale criterio di determinazione della competenza giurisdizionale degli anzidetti provvedimenti potrebbe essere utilmente sostituito da altri che impediscano la possibilità di scelta unilaterale del giudice da parte dell'amministrazione procedente nell'interesse della maggiore sicurezza e credibilità dei magistrati impegnati in tali giudizi.

Per questo, la delibera è stata inoltrata al Ministro della Giustizia ed al Capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria. 

6. Il parere sull'aumento dell'organico della magistratura.

Il 28 giugno è stato approvato il parere sulla proposta di ripartizione del terzo contingente dei 546 posti recati in aumento dell'organico della magistratura dalla L.48/2001.

Il Consiglio aveva già reso tale parere il 6-7-2006; la delibera attuale scaturisce dalla richiesta del 21-2-2007 del Capo Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia, dott. Castelli, che chiedeva di chiarire l'urgenza dell'emanazione del decreto ministeriale di aumento di organico, nella considerazione che una differente articolazione dell'intervento potrebbe richiedere tempi decisamente più lunghi; occorre, infatti, considerare che il parere evaso dal Consiglio il 6-7-2006 esprimeva profonde divergenze rispetto alla proposta ministeriale.

Il Consiglio, dopo ulteriore valutazione ed interlocuzione con il dott. Castelli ed il dott. Aprile, Direttore dell'Ufficio 3° dell'anzidetto Dipartimento, ha deciso di confermare pienamente il parere precedentemente espresso, anche nella considerazione di agire tempestivamente. Per apprezzarne i contenuti si riporta quanto a suo tempo esposto a suo tempo nel notiziario n.58.del luglio 2006:

Il 6 luglio il Consiglio ha approvato il parere sull'aumento di organico della magistratura; si tratta dell'ultimo contingente di posti legato all'aumento dei mille posti introdotto con la L.48/2001.

I tempi per la formulazione del parere, inevitabilmente lunghi a causa del lavoro a dir poco insufficiente del ministero, non ha consentito l'adozione del decreto ministeriale ad opera del ministro  Castelli che, in verità, in precedenza aveva adottato decisioni che tenevano conto in scarsa misura del contributo del C.S.M.

Alcune brevissime riflessioni:

a) è l'ultima tranche di aumento, per cui è indispensabile cogliere al meglio l'occasione in una situazione che vede gravi difficoltà in molti uffici e settori che incidono in modo significativo sulla tempestività della risposta giudiziaria;

b) dalla lettura del  parere emerge con chiarezza che la proposta del ministro viene completamente bocciata per il metodo utilizzato e per i risultati cui giunge. In sostanza il Consiglio ha dovuto farsi carico ex novo dello studio dei dati numerici, dei flussi degli affari, delle situazioni di sofferenza, pervenendo - in tempi brevi e con risorse e dati di gran lunga inferiori a quelli del ministero - a risultati radicalmente diversi;

c) in considerazione del contenuto della proposta il parere del Consiglio potrà anche assumere il valore di indicazione essenziale per le determinazioni finali di competenza del ministro, ovvero costituire un'occasione per il nuovo ministro per predisporre un nuovo e diverso progetto di distribuzione dell'organico che, poi, dovrà passare al vaglio del (nuovo) C.S.M.

Sul contenuto del parere si rinvia al testo, osservando sinteticamente che sulla base dei dati raccolti emergono i seguenti punti fondamentali:

a) una situazione a dir poco disastrosa delle sezioni lavoro di corte d'appello;

b) gravi difficoltà del settore civile delle corti d'appello;

c) una situazione stazionaria del settore civile e del settore lavoro del Tribunale;

d) un leggero peggioramento del settore penale del Tribunale;

e) dati stazionari per gli altri uffici

Nel parere  si procede a un'attenta analisi dei dati e delle situazione delle sezioni lavoro delle corti d'appello, nell'obiettivo di rinforzare principalmente questo settore. Si è scelto (al termine di un lungo ragionamento) di privilegiare il dato delle controversie di lavoro (anche in attesa di una seria valutazione del "peso" delle controversie previdenziali) e sono state esaminate  approfonditamente le situazioni delle singole sezioni delle corti, rilevando quanto incida in concreto la capacità di organizzare la sezione o la particolarità di alcune sedi. In ogni caso si propone un consistente aumento, rispetto alle 15 indicate con grande superficialità del ministero.

Per le sezioni lavoro del Tribunale si parte dalla constatazione dell'impossibilità di valutare la concreta incidenza dell'aumento determinato recentemente, i cui posti sono stati banditi, ma non ancora assegnati; è evidente che l'incremento e anche la razionalizzazione (in molti casi si è proceduto alla creazione di posti in organico che sostituiscono i colleghi che tabellarmente e in modo parcellizzato trattano attualmente il lavoro) non potrà che incidere positivamente sul settore. Anche in questo caso si procede a un esame specifico delle singole sezioni lavoro, esame che va letto unitamente al parere sulla seconda tranche e alla successiva delibera consiliare di aumento degli organici delle sezioni lavoro.

L'esame è stato meno approfondito, in considerazione dei tempi ristretti e della difficoltà di acquisire dati mirati per le Procure della Repubblica, le Procure Generali,  gli uffici minorili, i Tribunali di  sorveglianza.

 

 

Dalle commissioni:

1. Proposta di nomina per incarichi semidirettivi e direttivi.

 

La Quinta commissione ha proposto all'unanimità di conferire i seguenti incarichi direttivi e semidirettivi:

 

- Presidente del Tribunale di Messina al dott. Giovanni Battista Macrì, Presidente di sezione del Tribunale di Catania;

- Presidente del Tribunale di S. Maria Capua Vetere al dott. Andrea Della Selva, Presidente del Tribunale di Cassino;

- Avvocato generale presso la Corte d'Appello di Bologna: al dott. Marcello Branca, Procuratore della Repubblica di Forlì;

- Presidente di sezione del tribunale di Messina alla dott.ssa Marina Moleti, consigliere della Corte d'Appello di Messina (dopo revoca del dott. Fiorentino).

Per il posto di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano è stato proposto il dott. Bruno Fenizia (Bergamo, Berruti, Maccora, Patrtrono e Petralia), sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Milano; astenuto Siniscalchi.

Per il posto di Presidente del Tribunale per i minorenni di Torino sono stati proposti il dott. Fulvio Villa (Bergamo, Berruti e Patrono), consigliere della Corte d'Appello di Torino, la dott.ssa Patrizia Esposito (Petralia e Siniscalchi), giudice del Tribunale per minorenni di Napoli, ed il dott. Cesare Castellani (Maccora), giudice del Tribunale per minorenni di Torino.

Per il posto di Procuratore della Repubblica di Pinerolo sono stati proposti il dott. Giuseppe Casalbore (Berruti, Patrono e Vacca, quest'ultima in sostituzione di Siniscalchi), giudice del Tribunale di Torino, ed il dott. Giuseppe Amato (Petralia e Saponara, quest'ultimo in sostituzione di Bergamo), sostituto procuratore della Repubblica di Roma; astenuta Maccora.

Per il posto di Procuratore aggiunto della Repubblica di Genova sono stati proposti il dott. Vincenzo Calia (Bergamo, Berruti, Patrono e Siniscalchi), sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Genova, e la dott.ssa Valeria Fazio (Maccora e Petralia), sostituto procuratore della Repubblica di Genova.

Per un posto di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Venezia è  stato proposto il dott. Francesco Lippiello (Berruti, Maccora, Patrono, Petralia e Siniscalchi), Presidente di sezione del tribunale di Padova, astenuto l'avv. Saponara -quest'ultimo in sostituzione dell'avv. Bergamo- .

Per il posto di Presidente della Corte d'Appello di Venezia sono stati proposti il dott. Giorgio Santacroce (Maccora, Patrono e Petralia), consigliere della Corte di Cassazione, e la dott. ssa Manuela Romei Pasetti (Bergamo e Berruti), Avvocato generale presso la Corte d'Appello di Milano; astenuto Siniscalchi.

Per tre posti di Procuratore aggiunto della Repubblica di Roma sono state effettuate tre proposte:

- i dott.ri Giancarlo Capaldo, Franco Ionta e Agnello Rossi (Berruti, Maccora e Siniscalchi), i primi due sostituti presso la stessa Procura della Repubblica ed il terzo consigliere della Corte di Cassazione;

- i dott.ri Franco Ionta, Gianfranco Garofalo, consigliere della Corte d'Appello di Palermo, e Elio Costa, sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Roma (Patrono e Saponara);

- i dott.ri Giancarlo Capaldo, Luigi De Ficchy, sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia, e Agnello Rossi (Petralia).

Per il posto di Procuratore della Repubblica di Terni (a seguito della sentenza del consiglio di stato che ha annullato la precedente delibera del consiglio) sono stati proposti: il dott. Fausto Cardella (Maccora, Patrono e Petralia), Consigliere della Corte di Cassazione ed il dott.

 Carlo Maria  Scipio (Siniscalchi); astenuti Berruti e Bergamo.

Per il posto di presidente di sezione del Tribunale di Catania sono stati proposti il dott. Filippo Milazzo (Bergamo, Berruti, Maccora, Patrono e Siniscalchi) consigliere della Corte d'Appello di Catania, ed il dott. Letterio Aloisi (Petralia), presidente di sezione Tribunale Caltanissetta.

 

 

2. Aggiornamento delle attività della V Commissione.


2.1 Direttivi

Devono essere valutati 63 uffici (di cui 60 pubblicati a partire da novembre 2006, la cui istruttoria non è ancora completa).

Delle pubblicazioni effettuate nella precedente consiliatura (48) rimangono da definire 3 posizione relative ad uffici di merito (PCA Bari, PT Bari, PRM Bologna) già fissate all'ordine del giorno dei lavori della commissione.

Naturalmente bisognerà fare i conti con la sentenza della Corte Costituzionale, cui è dedicato il successivo punto 2.3

Alta percentuale delle pratiche definite con proposta unanime, in particolare si attestano all' 80% le delibere relative agli uffici direttivi giudicanti e scendono al 60% quelle relative agli uffici direttivi requirenti. Proprio la valutazione concreta del parametro attitudinale ha portato a proposte differenziate nel conferimento degli uffici direttivi requirenti, registrando posizioni che privilegiano nel giudizio comparativo l'aspirante che vanta l'esercizio di molteplici funzioni e posizioni che diversamente attribuiscono maggior valor attitudinale allo svolgimento prevalente, se non esclusivo, di funzione analoghe a quelle che si chiede di ricoprire anche se con il ruolo di direzione. Tema importante, che non può essere risolto in astratto, e che si è intrecciato con l'ulteriore tentativo di definire il peso da attribuire, nella valutazione concreta, alla conoscenza della sede territoriale e dell'ufficio che si aspira a ricoprire.

 

2.2 I Semidirettivi

Devono essere valutati 79 uffici.

La commissione è impegnata nella trattazione dei posti pubblicati con bando del febbraio 2006, di cui rimangono da esaminare 12 posti semidirettivi. Le procedure relative alle pubblicazione del novembre -dicembre 2006 (42) sono in fase istruttoria, ad eccezione di 3 posti di procuratore aggiunto della Procura di Roma, per i quali essendo completa l'istruttoria, la pratica è stata definita con le proposte della commissione.

E' stata deliberata il 30 maggio la pubblicazione di ulteriori 27 uffici semidirettivi.

Molto alta la percentuale delle nomine effettuate all'unanimità ( 85,19%).

 

2.3 La decisione della Corte Costituzionale del 19 giugno 2007

Nel mese di luglio la commissione dovrà affrontare l'impatto della recente decisione della Corte Costituzionale (di cui è necessario attendere la motivazione) che ha dichiarato l'incostituzionalità dell'art. 2, comma 45, della legge delega per la riforma dell'ordinamento giudiziario, sostenendo -come si apprende da anticipazioni di stampa- l'irragionevolezza della esclusione a ricoprire incarichi direttivi dei magistrati che non garantiscono almeno 4 anni di servizio (due per gli uffici di legittimità) prima del collocamento a riposo, trattandosi di un requisito di legittimazione che non tiene conto della normativa che oggi consente ai magistrati di permanere in servizio fino al compimento dei 75 anni di età.

Si tratta di una decisione che ha un effetto dirompente sull'attività fin qui svolta dal C.S.M., dato che la retroattività della pronuncia di incostituzionalità incontra il solo limite delle situazioni definite - non potendo incidere su quanto consolidatosi sotto l'impero della norma illegittima- e quindi coinvolgerà tutte le procedure di nomine non ancora definite (circa 80 posizioni, pari all'impegno profuso nel primo anno di lavoro della commissione).

Per la esatta delimitazione di "procedura non definita" occorre ricordare che il C.S.M. si è già espresso sul punto con la delibera adottata il 21 settembre 2005, ove, richiamando consolidate categorie interpretative del diritto amministrativo, aveva affermato, nel caso concreto, l'applicazione dello ius superveniens a tutte le procedure che non erano pervenute, quantomeno, alla deliberazione definitiva della nomina da parte del C.S.M.. Permanendo un solo margine possibile di incertezza circa il momento effettivo di perfezionamento del procedimento fra i due atti conclusivi: la delibera consiliare (decisione del plenum) e la firma del decreto presidenziale.

Rimane inoltre da affrontare, per la commissione, la valutazione sulla sorte di quei conferimenti di uffici direttivi sottoposti al ricorso amministrativo (in particolare quelli in cui in cui il ricorrente espressamente assume l'incostituzionalità della norma di legge che esclude dalla partecipazione ai concorsi per incarichi direttivi i magistrati ultrasessantaseienni) che dovrebbero essere non più di una decina e la valutazione dell'opportunità di una riapertura dei bandi qualora si ritenga esistente un interesse pubblico generale all'ampliamento della rosa dei candidati esistenti.

La commissione, su proposta di MD, ha deciso di attendere la motivazione della decisione della Consulta -che dovrebbe essere depositata a breve-  e nelle more di procedere esclusivamente alla valutazione degli uffici semidirettivi.

 

2.4 Una osservazione conclusiva

Il Presidente della Repubblica nella seduta del Consiglio del 6 giugno 2007 ha sottolineato come le scelte dei dirigenti degli uffici "devono essere frutto di accertate professionalità e di sperimentate qualità morali e intellettuali dei candidati", ribadendo  l'importanza che i criteri di valutazione prescindano dalla mera anzianità o da logiche correntizie che travalichino i limiti della normale dialettica. Su questa linea è stata apprezzata la strada virtuosa seguita tendenzialmente dal Consiglio nel primo anno di lavoro (anche per i tempi di decisione) ed è stata sollecitata la prosecuzione del positivo percorso intrapreso, per pervenire alla massima condivisione possibile delle decisioni (soprattutto di quelle che riguardano la copertura di uffici importanti come il Tribunale di Roma). Infatti, ha ricordato il Capo dello Stato che "solo attraverso nomine ampiamente condivise da un lato si offre l'immagine di un Consiglio attento ad individuare criteri di valutazione obbiettivi, dall'altro si assicura al dirigente prescelto il prestigio e la forza necessaria per esercitare l' importante ruolo direttivo a cui è stato destinato."

Un monito importante, che richiede uno sforzo comune per il futuro, ma anche una lettura attenta delle decisioni già raggiunte, evitando che posizioni già espresse, ma suscettibili di essere migliorate, impediscano di continuare a realizzare significative convergenze  verso un autogoverno responsabile, efficace e degno di essere difeso.

 

27 07 2007
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