Programma elezioni Consiglio Giudiziario di Napoli


Zoom | Stampa

Il buon funzionamento dei prossimi Consigli Giudiziari è l'occasione per
valorizzare gli aspetti positivi della recente riforma dell'ordinamento
giudiziario, ridurne gli effetti negativi e incidere concretamente
sull'assetto della giurisdizione e l'organizzazione degli uffici, facendo
leva sul regime della temporaneità degli incarichi direttivi, sulla
disciplina delle valutazioni di professionalità, sul rispetto delle regole
tabellari e sulla vigilanza sul lavoro degli uffici. Gli strumenti offerti
dalla nuova normativa ci possono aiutare ad effettuare scelte, valutazioni e
selezioni sulla base di criteri di merito, competenza e adeguatezza; lontano
da logiche corporative e spartitorie.

Con questo spirito, Magistratura Democratica intende realizzare una
effettiva gestione partecipata degli Uffici Giudiziari, informata alla
trasparenza, alla tutela dell'indipendenza interna, al contrasto degli
eccessi gerarchici, all'attenzione delle ricadute sul cittadino delle
decisioni giudiziarie e delle determinazioni organizzative.

Particolare considerazione sarà rivolta alla organizzazione degli Uffici di
Procura, al fine di ridimensionare i profili gerarchici e consentire una
lettura e applicazione della nuova normativa conforme ai principi
costituzionali, come voluto dalla risoluzione del CSM del 12 luglio 2007,
favorendo una gestione democratica e trasparente degli affari. E ciò
valorizzando la possibilità offerta agli organi di autogoverno di verificare
i progetti organizzativi delle Procure, il rispetto dell'automatismo nella
assegnazione degli affari, la capacità dei dirigenti di collaborare con
altri uffici (Tribunale: Ufficio GIP e Dibattimento).

In tale prospettiva, anche l'organizzazione degli uffici giudicanti dovrà
essere improntata alla valorizzazione di moduli organizzativi tali da
favorire una razionale interazione tra gli Uffici, nell'ottica di gestire
ogni singolo procedimento in modo coerente e sinergico nelle sue diverse
fasi (non esistono più procedimenti diversi, ma diverse fasi di un unico
procedimento: primo e secondo grado nel civile; indagini preliminari e
successiva fase del giudizio di primo e secondo grado nel penale).

La nuova competenza relativa alla "vigilanza sull'andamento degli uffici"
dovrà essere esercitata con particolare attenzione. Il sistema tabellare
deve riprendere centralità: bisogna garantire che le tabelle siano il
risultato di un coinvolgimento non formale dei magistrati dell'ufficio ed
occorre che le stesse disegnino uffici caratterizzati da trasparenza,
equità, attenzione alla qualità del lavoro ed alla qualità del servizio. E'
necessario che i progetti organizzativi in esse contenuti siano credibili e
realizzabili, che descrivano le reali situazioni degli uffici, che siano
predisposti con la partecipazione dei magistrati e con il coinvolgimento e
la consultazione delle commissioni flussi, tenendo conto dei carichi di
lavoro specifici di ogni ufficio e del fatto che al magistrato sommerso dai
processi sarà sempre più difficile mantenere alti livelli qualitativi:
identificando dunque uno 'standard esigibile', perchè sia chiaro che da
tutti i magistrati si attendono risposte adeguate, per qualità e quantità,
alla domanda di giustizia e che nessun progetto organizzativo può
prescindere dal limite oggettivo della capacità di definizione degli affari
dell'ufficio.

In tale prospettiva, il sistema di valutazione della professionalità dei
singoli magistrati sarà più aderente alla realtà, più serio, ma al contempo
non punitivo e, comunque, fondato su dati oggettivi e tale da garantire
l'indipendenza del magistrato sulla base delle effettive condizioni di
lavoro, evitando un approccio formalistico/burocratico o, al converso,
inutilmente inquisitorio.

Nella valutazione dei progetti organizzativi e dell'andamento degli uffici
sarà necessario il coinvolgimento di tutti coloro che, come utenti, sono in
grado di offrire elementi di conoscenza; in questo quadro deve essere
valorizzato il nuovo ruolo degli avvocati nel Consiglio Giudiziario ai quali
sono state attribuite, tra le altre, funzioni di vigilanza sugli uffici
giudiziari del distretto. Soltanto considerando la loro partecipazione come
una risorsa funzionale alla migliore gestione degli uffici si potrà fare in
modo di prevenire eccessive ed ingiustificate conflittualità fra uffici ed
avvocatura.

Nella valutazione dei dirigenti, sarà considerata la capacità dimostrata
nell'assicurare - nei limiti delle risorse disponibili - un'adeguata
organizzazione del lavoro, un'equa distribuzione del carico, una gestione
dei flussi che consenta la trattazione dei procedimenti secondo parametri di
qualità e non solo numerici (quindi la capacità di determinare correttamente
gli 'standards esigibili' di quell'ufficio e di verificarne il rispetto). Si
dovrà inoltre considerare l'esito dei progetti organizzativi predisposti e
la capacità di realizzare gli obiettivi: spetta ai dirigenti determinare le
condizioni per il miglioramento, ad un tempo, della professionalità dei
magistrati e della qualità del servizio. Il Consiglio Giudiziario dovrà
quindi fare la sua parte sia nei pareri sull'attitudine al conferimento di
funzioni direttive (che dovranno essere attenti e approfonditi) sia,
soprattutto, nei pareri sull'eventuale rinnovo dell'incarico alla scadenza.

Il Consiglio Giudiziario, inoltre, avrà il potere di "assumere informazioni
su fatti specifici segnalati dai suoi componenti o dai dirigenti degli
uffici o dai consigli degli ordini degli avvocati" (art. 11 comma 5). Tale
potere istruttorio espressamente conferito dalla legge (peraltro non
precluso nel sistema previgente) potrà costituire elemento di grande
cambiamento se sarà utilizzato con capacità, costanza e coraggio dai nuovi
componenti dei Consigli Giudiziari, disciplinandone eventualmente il
costante utilizzo mediante menzione nel regolamento interno del consiglio
stesso.

Infine, in tema di incarichi extragiudiziari, in coerenza alla linea sin qui
adottata dai componenti eletti nelle liste di Magistratura Democratica, sarà
operata una distinzione tra quelli che sono incompatibili con la funzione
giudiziale, che distolgono i magistrati dalla loro attività e mettono a
rischio l'immagine e l'indipendenza della magistratura, da quelli che della
giurisdizione costituiscono un naturale completamento ed arricchimento.

I candidati della lista di Magistratura Democratica mettono a disposizione
il loro impegno e la loro capacità professionale per attuare in modo
trasparente e indipendente i principi e le finalità del ruolo istituzionale
che si propongono di ricoprire, mossi dal solo intento di contribuire a
migliorare il
"servizio giustizia" e di garantire una efficace tutela dei diritti ai
cittadini, lontani e contrari a deleterie logiche di appartenenza (o di
corrente) e superando pericolose pulsioni corporative.

LISTA GIUDICI:

MARIA DONATELLA ASCHETTINO

Giudice Dibattimento Penale Tribunale Napoli

ALESSANDRA CATALDI

Giudice Dibattimento Penale Tribunale Napoli

MARIA GRASSI

Giudice Tribunale Riesame Napoli

UMBERTO LUCARELLI

G.I.P. Tribunale Torre Annunziata

LELLO MAGI

Giudice Dibattimento Penale Tribunale S.M. Capua Vetere

ANGELA PERRINO

Giudice
Civile Tribunale Napoli

MARIA ROSARIA PUPO

Giudice Civile Tribunale di

S.M. Capua Vetere

MARIA TERESA ROTONDARO

Giudice Tribunale dei Minorenni Napoli

PAOLA RUSSO

Giudice Dibattimento Penale Tribunale Napoli

ANTONELLA TERZI

G.I.P. Tribunale Napoli

LISTA P.M.:

MARIA DE LUZENBERGER

Procura Tribunale Minorenni Napoli

MASSIMO GALLI

Procura Generale Corte di Appello Napoli

ANTONIO RICCI

Procura Tribunale S.M.Capua Vetere

 

03 04 2008
© 2020 MAGISTRATURA DEMOCRATICA ALL RIGHTS RESERVED WEB PROJECT AND DESIGN AGRELLIEBASTA SRL