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Comunicato della Sezione Sardegna di Md

Nei giorni scorsi in tutta la Sardegna c'è stata una attività di controllo
dei campi Rom condotta dall'arma dei carabinieri mediante l'utilizzo di
centinaia di uomini e l'impiego di elicotteri. Questa operazione di polizia
è stata accompagnata, durante il suo svolgimento, da una ampia diffusione
mediatica di servizi e notizie che ha trasmesso all'opinione pubblica
l'immagine dell'ennesimo spettacolare "blitz" contro i Rom. L'iniziativa si
pone oggettivamente, per i suoi tempi e modi di realizzazione, sulla scia di
analoghe attività in corso nel nostro paese, che tanto allarme stanno
destando in Europa e in Italia tra i soggetti più attenti alla tutela delle
fasce deboli ed emarginate della società.

La sezione sarda di Magistratura Democratica non contesta la legittimità di
questa operazione di polizia. Esprime però la propria preoccupazione per
l'evidente rischio che la sua enfatica spettacolarizzazione contribuisca ad
alimentare un clima di insicurezza sociale e di pregiudiziale ostilità nei
confronti di intere categorie sociali, in questo caso degli zingari.

Alla operazione di polizia ha fatto seguito una conferenza stampa degli
organi amministrativi che l'hanno programmata e condotta.

A questa conferenza stampa ha attivamente partecipato il procuratore
generale della repubblica presso la corte di appello di Cagliari, che, a
quanto riportano gli organi di stampa, ha rilasciato dichiarazioni sullo
scopo della operazione.

La attiva partecipazione del magistrato che ricopre la importante funzione
di vertice degli uffici requirenti del distretto, alla conferenza stampa che
illustra i risultati di una operazione testualmente definita come "attività
preventiva e di controllo", non ha alcuna giustificazione istituzionale.

Essa può alimentare la impressione che anche gli uffici del pubblico
ministero, che secondo la nostra costituzione fanno parte dell'Ordine
Giudiziario e che godono delle stesse garanzie di autonomia dei giudici,
partecipino senza titolo alla gestione dell'ordine pubblico, che nel nostro
ordinamento è riservata alla responsabilità potere esecutivo.

 


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